RASSEGNA STAMPA

18.01.2018

Industria 4.0, così può aiutare l’occupazione femminile

Agendadigitale.eu Barbara Weisz

Gli esperti sono tendenzialmente positivi sull’opportunità che Industria 4.0 può rappresentare per il superamento di un ostacolo proprio del mercato del lavoro italiano, l’alta disparità di genere.


«Le donne sono più numerose degli uomini e hanno tassi di istruzione più alti» dice Paola Profeta, economista dell’università Bocconi e coordinatrice di Dondena Gender Initiative, che promuove la ricerca su economia di genere e leadership femminile, quindi la bassa partecipazione al mondo del lavoro equivale a una perdita di lavoro qualificato.


Insiste su questo punto anche Adriana Angelotti, ricercatrice del Politecnico di Milano ed ex presidente del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità e benessere lavorativo, che ha messo in campo diverse iniziative per coinvolgere maggiormente le ragazze nello studio delle materie Stem. «Perdiamo metà dei cervelli a disposizione. Ragionando su base statistica, non è una scelta razionale».


Sia Profeta sia Angelotti sottolineano come in realtà la situazione stia cambiando, anche grazie alla sensibilizzazione che avviene all’interno delle stesse università. Al Politecnico di Milano, «abbiamo portato avanti anche progetti per presentare modelli al femminile, ovvero figure di donne di successo nelle professioni ingegneristiche o di design.


Le donne sono meno minacciate dalle tecnologie anche perché spesso hanno quelle “soft skill” che diventano sempre più ricercate nel mondo 4.0. Ad esempio hanno maggior competenze relazionali.



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