RASSEGNA STAMPA

27.05.2015

La rivincita delle donne nei board

La Repubblica - Filippo Santelli

Solo cinque anni fa sarebbe stato difficile da immaginare. In un settore, la finanza, tra i più maschili. Nella banca più antica d’Italia, Monte dei Paschi. Sette uomini e sette donne: il consiglio d’amministrazione di Rocca Salimbeni, rinnovato il mese scorso, ha raggiunto la perfetta parità di genere. Maria Elena Cappello, 46 anni, è una dei due consiglieri donna eletti nella lista di minoranza di Alessandro Falciai. Insieme all’avvocato Stefania Bariatti, 59 anni, esperta di concorrenza. «Sono qui per portare nel board della banca competenze diverse», spiega.
La visione da ex amministratore delegato di Nokia Italia, nel momento in cui la tecnologia sta cambiando in profondità il mondo del credito. L’esperienza da consigliere di Prysmian, carica che ricopre dal 2012. E quella nei board di Saipem e Seat Pagine Gialle, in cui è appena entrata. Non più un’eccezione ai vertici di Piazza Affari. Dice la Consob che dopo l’ultima stagione di assemblee il numero di donne nei cda delle nostre quotate è salito a 569, il 25,5 per cento delle poltrone disponibili. Crescita spettacolare, considerato che fino a cinque anni non si superava il sette per cento, con un gap abissale rispetto al resto d’Europa. E destinata, per legge, a proseguire.

La legge Golfo-Mosca del 2012, che finora ha imposto di tingere almeno un quinto del consiglio di rosa, per la prossima tornata di rinnovi prevede di arrivare a un terzo. «La norma ha avuto un valore propulsore enorme », esulta Claudia Parzani, 44 anni, partner dello studio legale Linklaters e presidente dell’associazione Valore D. «Sta innescando, ben al di là delle quotate, un cambiamento culturale per cui altrimenti sarebbero serviti trent’anni»

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